Rivelatore 220vca di banconote false 4w (zluv220) tubo elettrico ultravioletto analizzatore internazionale di banconote

Questo rivelatore di banconote false è studiato per un uso quotidiano. Il DFBN si allaccia sulla rete di distribuzione centrale ed è fornito insieme al tubo neon blu a raggi ultravioletti. Dati uffi

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DFBN

Description

Dimensioni 163x128x65mm . Peso 420gr. Alimentazione 220Vca
Questo rivelatore di banconote false è studiato per un uso quotidiano. Il DFBN si allaccia sulla rete di distribuzione centrale ed è fornito insieme al tubo neon blu a raggi ultravioletti.
Dati ufficiali della BCE.
Nel 2002, in tutta Europa, sono stati requisiti 9 miliardi d'euro in tagli contraffatti.
Ossia più di 167000 banconote false.
Nel secondo semestre del 2002, si è assistito ad un aumento superiore al 650% rispetto al primo semestre.
La banconta che risulta essere più frequentemente falsificata è il taglio da 50 euro. Rappresenta infatti più del 77% delle banconote false requisite.
Reazione delle carte ai raggi ultravioletti
Se in Francia i commercianti possono fidarsi delle carte bancarie nazionali grazie al « chip » e al codice segreto utile alla transazione, non succede lo stesso con le carte bancarie provenienti dal resto d’ Europa e dal mondo.
Per riuscire a smascherare le carte bancarie false, servitevi del rivelatore di banconote false.
Di seguito potrete vedere le differenti reazioni delle carte bancarie all’azione dei raggi ultravioletti.
Attenzione: se sulle carte ''VISA'' di certi paesi, la colomba appare ''BLU'' e non ''ROSSA'', la carta bancaria è valida. Se su alcune carte ''VISA'' nazionali non è presente la colomba ma le lettere ''CB'' in ''ROSSO'', anche queste carte sono in regola.

Questo apparecchio propone unicamente un’ opinione sulla natura della banconota, tocca solo all’utilizzatore di decidere sull’autenticità della banconota in questione.
La banca che ha emesso la banconota è l’unica a poter realmente giudicare l’autenticità di questa. Generalità sull’Euro - €
La moneta più moderna e meglio protetta
Le monete false esistono fin dai tempi più antichi.
Se ne trovano in tutti i paesi del mondo, introdotte da truffatori professionisti e, nella stragrande maggioranza dei casi, messe in circolazione da persona in buona fede, ma non accorte.
In conformità alla legge, le banche hanno l’obbligo di ritirare le banconote false dalla circolazione senza nessun rimborso
e devono segnalare alle forze dell’ordine i dati delle persone che hanno contribuito a diffondere questa banconota.
La protezione delle banconote rappresenta da circa cent’anni una lotta infatigabile tra autorità monetarie e l’eccezionale immaginazione di falsario di ogni tipo (come il celebre falsario Bojarski negli ambienti degli anni 60).
All’inizio del secolo scorso, le prime misure di sicurezza hanno portato all’aggiunta di un secondo colore e poi, alla stampa in quadricromia delle banconote, spesso affiancata ad una stampa un po’ più sporgente (stampa in rilievo).
L’introduzione della carta fiduciario in filigrana è stata la tappa seguente.
Pur non evitando categoricamente la contraffazione di banconote, queste misure di sicurezza sono rimaste isolate fino al 1980, nessun’altra precauzione era stata introdotta per proteggere la quasi totalità delle banconote di tutto il mondo.
Difronte allo spaventoso aumento di banconote contraffatte in circolazione, le autorità monetarie hanno cominciato ad introdurre altri marchi distintivi nell’ideazione delle nuove banconote, come :
-Il filo di sicurezza (integrato nella carta) ;
-I simboli in controluce (stampati metà sul retro e l’altra metà sul verso della carta. In trasparenza, questi simboli formano un motivo o un disegno completi).
-I fili metallici e le bande STRAP (integrati a caldo nella carta).
-Le lettere mini e micro (visibili con una lente d’ingrandimento).
-Gli inchiostri OVI (colore variabile in base all’inclinazione della carta).
-Gli inchiostri UVA polispettrali e policromi (colori che cambiano all’esposizione raggi UVA e alle variazioni di lunghezza d’onda utilizzata).
-Gli inchiostri ad infrarossi (visibili solo in presenza di determinate lunghezze d’onda).
Questi segni distintivi erano tutti presenti sulle ultime serie di franchi.
Per altre monete, esistevano altri segni di riconoscimento dell’autenticità, come il DEM, il NLG, l'USD o il CAD.
-L’ologramma (pastiglia o banda metallica con motivo e/o colore variabile in base all’inclinazione)
-Fibre UVA (fili o punti integrati alla carta e visibili ai raggi UVA).
-Gli inchiostri magnetizzabili (detti magnetici, inchiostri che presentano nella loro composizione delle particelle metalliche). Singolarmente, questi segni distintivi non rappresentano un ostacolo reale per i falsori di professione, ma è la combinazione e l’insieme di questi segni che rappresenta un veridico ostacolo alla produzione di banconote false.
Tutti i marchi distintivi di cui sopra sono accumulati nelle banconote d’Euro.

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